Non più Vicenza bellissima città d’arte palladiana e fiorente città veneta.
Vicenza costretta a diventare città militare. A dover sopportare l’ampliamento di una base militare a pochissima distanza dal proprio centro storico che ne modifica il suo tessuto sociale e crea un fortissimo impatto ambientale.
Ma i cittadini di Vicenza a questa ipotesi che è ora diventata decisione del governo e che continua a riempire gli arsenali lasciando vuoti i granai si oppongono da mesi e mesi. Chiedono da tempo che su una questione così fondamentale per la propria città venga prima indetto un referendum locale. I cittadini di Vicenza si sono organizzati e tanti sono stati i momenti di mobilitazione: incontri e dibattiti in ogni parte della città, cortei di migliaia di persone. Tutto questo per manifestare il sentito dissenso della gente contro la nuova base militare. In questi ultimi giorni poi si sta effettuando un presidio permanente nella zona dell’aeroporto Dal Molin e si è deciso di convocare una manifestazione nazionale per il prossimo 17 febbraio a Vicenza.
Tutto il popolo della Pace aderirà alla manifestazione per esprimere la diffusa volontà di Pace e Solidarietà del nostro Paese. Una volontà fortemente in contrasto con le decisioni assunte da chi governa.
Il Dal Molin di Vicenza rappresenta una politica di ingrossamento militare che in maniera evidente si è estesa su tutto il territorio nazionale.
In Sicilia si progetta di potenziare la base di Sigonella anche con la costruzione di nuovi alloggi per i militari nel territorio di Lentini.
Il COORDINAMENTO ACIREALE per la PACE aderisce alla manifestazione pacifista di Vicenza perché crede che il popolo italiano desideri che cresca nel mondo una politica di Pace e di aiuto nei confronti delle popolazioni che vivono in assoluta povertà, che soffrono la fame e le malattie e subiscono ingiustizie dovute, il più delle volte, alla mancanza di democrazia nei loro paesi.
NOI DICIAMO NO alle POLITICHE di ARMAMENTO. DICIAMO NO a continue POLITICHE ECONOMICHE che TAGLIANO FONDI alle STRUTTURE SOCIALI, SANITARIE e all’ISTRUZIONE e AUMENTANO il BILANCIO delle SPESE MILITARI.
NOI CREDIAMO che una sperimentata POLITICA di MEDIAZIONE DIPLOMATICA che l’Italia ha storicamente dato prova di sapere attuare possa rappresentare meglio la nostra cultura di popolo.
NOI CHIEDIAMO l’ABBANDONO di logiche di ARMAMENTO, il RITIRO degli ESERCITI da tutte le missioni impegnate all’estero e la RIDUZIONE della MILITARIZZAZIONE del territorio nazionale al fine di costruire un futuro di aiuto, solidarietà e pace.
Pubblicato da galeot